Ara Pacis
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Inserita in un nuovo involucro prezioso e modernissimo, progettato dall’architetto americano Richard Meier l’Ara Pacis è stata musealizzata e resa nuovamente fruibile al pubblico dopo un lungo ed attento lavoro di restauro il 21 aprile del 2006. Il complesso si presenta ora come una fusione tra moderno ed antico, che tutela e cerca di valorizzare al massimo il monumento e aggiunge nuove sale per collocare resti marmorei, pannelli didattici e plastici che aiutano a comprendere la storia del Campo Marzio in epoca augustea e l’esatta collocazione dell’Ara che sorgeva vicino all’Orologio solare (Horologium Augusti) e al Mausoleo edificato da Augusto per sé e per i propri familiari.
La Galleria di accesso immette nel padiglione centrale che ospita l'Ara Pacis, nella piena luce naturale che filtra attraverso 500 mq di cristalli e gioca sul contrasto luce e penombra. L’Ara venne realizzata tra il 13 ed il 9 a.C. per celebrare la nuova Pax Augustea dopo il periodo delle guerre civili che insanguinarono Roma e che terminarono con l’ascesa al potere di Ottaviano Augusto.
Il monumento si presenta come uno dei capolavori dell’arte augustea che con eleganza ed armonia rende esplicito il messaggio di propaganda di Augusto, il legame della gens Iulia con Enea e Romolo, il nuovo "secolo d’oro" dominato dalla Pace e dalla prosperità per Roma.
Il registro inferiore del recinto esterno è decorato con un delicatissimo cespo d’acantoo che si articola su tutti e 4 i lati del monumento, mentre la parte superiore illustra una processione solenne nella quale si riconoscono Augusto ed i suoi familiari e successori (Livia, Agrippa, Tiberio, Caio e Lucio Cesare).
Nell’altare vero e proprio sono state ricollocate le poche parti parti di un fregio che mostrava scene di sacrificio.
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